Attenzione alle Zecche

Le montagne friulane offrono panorami mozzafiato ed itinerari ricchi di fascino e mistero, un peccato quindi non immergersi nella natura incontaminata, alla ricerca di odori e sapori dimenticati.

Purtroppo, negli ultimi anni sono aumentate le diagnosi legate alla Malattia di Lyme trasmessa dal morso della Zecca. I nostri boschi sono infatti abitati oltre che da splendidi animali selvatici anche da questi fastidiosi acari.

Ci pare che una certa profilassi sia condotta solo nelle zone a rischio, dal Parco delle Dolomiti Friulani, ad esempio, e da alcuni Comuni della Carnia. Più in generale però il problema è ai più sconosciuto. Eppure basterebbero poche precauzioni per vivere a pieno e senza rischio la bella montagna friulana. Anche per questo dovremmo prendere da esempio gli amici Carinziani, dove peraltro il problema è ancora più diffuso.

La “zecca dei boschi” che vive generalmente nel sottobosco, nell’erba e nei cespugli, prevalentemente in zone collinose ed umide è la più pericolosa. Di colore scuro, certe volte è difficile da vedere a occhio nudo, in quanto presenta dimensioni variabili da 2 a 8 mm (vedi l’immagine di Aka da Wikimedia Commons).

Da aprile a ottobre, passeggiando per i boschi friulani è quindi possibile cadere vittima del cosiddetto “morso da zecca”. Di per sé non è pericoloso, ne doloroso (tanto che molto spesso passa inosservato) però può causare anche gravi infezioni. Tra queste la più comune è la Malattia di Lyme, una malattia infettiva (curabile con una terapia antibiotica se presa per tempo) che colpisce vari organi e si sviluppa in più fasi.

Sarà per la maggiore attenzione prestata dagli escursionisti rispetto a qualche anno fa, ma è ormai impressione comune che negli ultimi anni il numero di zecche sia notevolmente aumentato. E’ quindi importante non sottovalutare il pericolo e seguire alcune precauzioni per ridurre la possibilità di venire a contatto con le zecche.

  • vestirsi con abiti chiari che rendono più facile l’individuazione delle zecche, coprire le estremità, soprattutto inferiori, utilizzare pantaloni lunghi e preferibilmente un cappello
  • evitare di toccare l’erba lungo il margine dei sentieri, non addentrarsi nelle zone in cui l’erba è alta
  • terminata l’escursione, effettuare un attento esame visivo e tattile della propria pelle, dei propri indumenti e rimuovere le zecche eventualmente presenti.
  • spazzolare gli indumenti prima di portarli all’interno delle abitazioni.

Se individuate sulla pelle, le zecche vanno prontamente rimosse perché la probabilità di contrarre un’infezione è direttamente proporzionale alla durata della permanenza del parassita sull’ospite.

Considerato il valore turistico di molte zone montane, sarebbe opportuno che le amministrazioni locali intervenissero attivamente nel garantire lo sfalcio dei sentieri e dei percorsi ciclo-turistici.

Per maggiori delucidazioni sulle malattie trasmesse dalle Zecche vi invitiamo a visitare le seguenti pagine di documentazione:

AGGIORNAMENTO. Il nuovo calendario vaccinale approvato dalla Regione a metà 2012 ha introdotto la gratuità (per i residenti in FVG) del vaccino contro la encefalite da Tbe virus. Coloro che fossero interessati alla vaccinazione possono contattare il proprio medico curante.