Benpensanti e Pignarûi

Nonostante, già da tempo, si attuino una serie di procedure tali da garantire l’incolumità delle persone e la sicurezza dell’ambiente, sempre più numerose sono le critiche riservate all’accensione dei tradizionali fuochi epifanici, i Pignarûi.

Il Pignarûl è uno dei più antichi riti friulani, le cui origini si perdono nella notte dei tempi. Il significato dei fuochi è probabilmente da ricercare negli antichi riti propiziatori e di purificazione celtica. Sembrerebbe comunque legato all’adorazione di Beleno (o Belanu), divinità protoceltica della luce. Beleno era infatti uno dei principali Dèi pagani per il quale si eseguivano sacrifici e riti collegati ai cicli solari. Tra questi vi era l’accensione di falò sulla cima dei colli, forse anche in onore della sua compagna, Belisma, Dèa del fuoco.

Non mettiamo in dubbio il fatto che le ceneri prodotte dalla combustione siano dannose per l’ambiente e per l’uomo, così come non mettiamo in dubbio che i Pignarûi producano una considerevole emissione di materiale particolato (a Udine dal 5 all’8 gennaio 2011, il Pm10 salì da 41 a 84 microgrammi per metro cubo, con picchi proprio in corrispondenza dei Pignarûi – Fonte Arpa FVG). Tuttavia, non capiamo come un pò di “fuliggine” sia più dannosa delle 754.176 automobili che circolano abitualmente in Regione (Fonte Osservatorio Autopromotec su dati Aci 2008), tanto che nel 2011 Udine ha sforato il limite di Pm10 per ben 44 giorni e Pordenone per 49 (Fonte Arpa FVG).

Se, dunque, i Pignarûi sono da ritenersi inquinanti, è altrettanto vero che le automobili sarebbero da mettere al bando.

Nessuno poi parla della centrale nucleare di Kršk, in Slovenia, contenente 48.7 tonnellate di “combustibile” a base di ossido d’uranio, che dista circa 130 km dal confine e che il 4 giugno 2008 fu coinvolta in un incidente che fece scattare un allarme internazionale (da Corriere.it) ed attivare la procedura di spegnimento dell’impianto. E’ forse, tutta salute?

Così, critiche “salutistiche” si mischiano a motivazioni di politica italiana.

Se qualcuno pensa che rinunceremo al rito friulano più antico si sbaglia di grosso!